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“Ristorante Centro di Lino Pampiglione (…) la cucina… eh la cucina – campagnola, rustica, casalinga – è al vertice. Ci senti la passione di chi la guida, l”orgoglio di fare bene, perfetto. I piatti sono i soliti, li mangi altrove, qui eccellenti: insalata capricciosa, vitello tonnato (la salsa lo avvolge, risolta e cremosa), la lingua con salsa tartara, anguillette marinate (frizzicano, allegronzole e acidule), agnolotti (tanto buoni di per sè che il sugo – la tradizione lo comanda – li copre ed io li mangio, qui col solo burro fresco) e fritto misto di lamprede (…) i grissini sono tirati a mano; i piatti serviti brucianti; i vini non del luogo che non ha vini, vinificati bene da uve che il padrone acquista in suoi esclusivi vigneti (…). Un ristorante, finalmente, che ti dispiace lasciare.”
Guide Veronelli all’ltalia piacevole, Piemonte Valle d’Aosta, Garzanti.


“Un tempo le lamprede erano diffuse un po dappertutto: famose quelle della pianura del Po tra Vigone e Carignano soprattutto, e anche quelle di Chivasso. Ma il paese delle lamprede? è oggi soprattutto Cercenasco, piccolo centro nella pianura torinese (…), le lamprede si mangiano soprattutto fritte, è una ricetta del secolo scorso, codificata addirittura dal cuoco di Carlo Alberto, Giovanni Vialardi.”
Gran dizionario della gastronomia del Piemonte, Sandro Doglio, Daumerie Editrice.


“II ristorante è stato aperto all’inizio del secolo dal nonno dell’attuale proprietaria. E’ forse 1’unico locale che in stagione offre ancora le lamprede”
I buoni indirizzi, La guida di Sandro Doglio, Daumerie Elite.


“La cucina: tradizionale con specialità di pesce cotto sulla pietra, le rarissime lamprede. Consigliamo: anguille marinate (con la ricetta della nonna); risotto alle rane; fritto misto alla piemontese; rane, funghi, gamberoni cotti sulla pietra; bonet; dolci fatti in casa. I vini: buona scelta di nazionali e alcuni francesi. Il locale classico, dispone di giardino.”
I ristoranti di Bell’ltalia, a cura di Antonio Piccinardi, Giorgio Mondadori.


“II locale è di tradizione ormai secolare ed è sempre stato gestito dalla stessa famiglia: una garanzia per un ristorante raffinato ed elegante che è anche famoso per essere 1’unico a offrire in stagione la lampreda. La simpatica signora Fernanda guida tra le specialità della casa che sono tutte, dalla pasta ai dolci fatte in casa.”
Mangiare & bere in Piemonte di Bruno Gambarotta, De ferrari Editore.


“Fernanda Pampiglione, riesce nella non facile impresa di gestire in modo efficiente e ad un buon livello qualitativo sia quando allestisce banchetti sia quando ospita combriccole di gourmet alla ricerca di sfiziosità e piatti difficili da trovare altrove. Arte in via di estinzione, questa, di saper fare le cose semplici altrettanto bene che i manicaretti: segno di professionalità antica e passione (…) con 1’avvertenza di prenotare se volete gustare i piatti rari che qui sanno preparare. Le lamprede, naturalmente, fritto misto alla piemontese, rane, funghi, eccellenti formaggi piemontesi. Ed un’oculata proposta di pesci di mare, quando Fernanda trova la materia prima che si deve (..) e prezzo assolutamente onesto rispetto alla qualità.
Guida Ristoranti d’ltalia, le guide de I’Espresso.


“Cercenasco è nel basso Pinerolese, una plaga ricca di profumi, coltivazioni di prati, boschi, fossi con acqua ancora sufficientemente pulita in cui in limitati periodi dell’anno si trovano ancora le lamprede. Per i golosi giovani, specie le signore che si accostano per la prima volta a questo delizioso piano, è bene farselo servire subito in frittura senza veder prima le lamprede vive nelle vasche: sono o sembrano vermi, lunghi 10-12 centimetri dalla bocca a ventosa con cui si attaccano ad altri pesci e ne succhiano le proteine. Ma hanno un sapore sublime (…). Il Centro, ristorante aperto da ormai un secolo è sempre gestito dalla stessa famiglia, e forse se non propio 1?unico, uno dei pochissimi in grado di farvi mangiare le lamprede. Per il resto è cucina tradizionale piemontese di cui , nella nostra ultima visita, in periodo di lamprede proibite, abbiamo assaggiato un buon fritto misto, un risotto con le rane e delle buone lumache al verde (…). Il faccino è normale. Certo che con le lampreda diventerebbe contento, ma che dico: radioso.”
Guida critica golosa al Piemonte, Paolo Massobrio, club di Papillon.